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Io non ho talenti straordinari. Sono solo appassionatamente curioso.

lunedì, luglio 26, 2010

Tanti auguri a me

"Nel mezzo del cammin di nostra vita", diceva il Sommo Poeta.

Beh, chiaramente al giorno d'oggi si spera che la metà sia ancora di là da venire, con tutto quello che devo ancora fare… viaggi, famiglia, conoscenze, lavoro, un sacco di cose mi aspettano ed ho bisogno di un sacco di tempo per conoscerle, sperimentarle, assaggiarle tutte.

Per il momento, comunque, tanti auguri a me, e domani parte la prima settimana di ferie del nuovo lavoro. Ce n'era bisogno: il nuovo impiego mi ha dato nuovi stimoli ma anche tolto tanto, soprattutto le amate nuotate in pausa pranzo ed il tempo la mattina e la sera, complice anche la casa che non ho ancora venduto ed il fatto ancora mi costringe a farmi più di 50 km solo di andata al giorno. Come sempre guardo avanti ed aggiusto le cose mano a mano, prendendo quel che viene.

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giovedì, luglio 15, 2010

Dubai Facts

E così eccomi qui, nella business lounge dell'aeroporto di Monaco, dopo il mio primo volo a largo raggio in business class (il secondo a dire il vero, se contiamo l'andata :) ), destinazione Dubai.

Era la mia prima volta e, come si dice, "non sono rimasto deluso". Anzi sì. Non vedevo l'ora di tornare in medio oriente, un luogo dove mi è sempre piaciuto andare (finora ovviamente è successo solo per lavoro): Gaziantep, Tel Aviv, Amman, Jeddah. Amo il loro cibo, amo i panorami e la gente.
A Dubai è diverso. A parte la popolazione variegata (comunque un classico della penisola araba, dove gli indiani, i filippini, i pakistani sono un po' dappertutto), c'è un numero fin troppo alto di europei che purtroppo si sono adeguati a quella che ho sempre considerato la debolezza dei "locali", ovvero quella sorta di senso di inferiorità che li spinge a volere tutto e subito, a volerlo "grande grosso e tutto intero", che in fondo li rende antipatici (almeno a me) piuttosto che farteli considerare "alla tua altezza" (cosa che in realtà per me non ha mai significato nulla).

Così, se il primo giorno con il nostro commerciale colà, le sue uscite sui giorni in tenda per fare kite e surf sulle rive del golfo persico e le sue conoscenze che non scendono mai sotto il livello Bulgari_Porsche_Ferrari_Clarins_ecc. mi parevano simpatiche sbruffonerie, al terzo giorno cominciavo ad averne le scatole piene (con tutto il rispetto che posso avere per lui che, l'ho capito l'ultimo giorno, si trova nella posizione non facile di dover avviare un giro di affari in un posto del genere, con i dirigenti che gli soffiano sul collo e aumentano ogni volta che si sentono l'asticella del livello di fatturato che devono raggiungere).
Sarà che io quando rimango qualche giorno lontano dalla campagna e dal silenzio di casa mia, dalle serate a letto alle nove e mezza, comincio a dare segni di nervosismo o di stanchezza, ma dubito mi sentirete mai dire che "a Milano non ci tornerò più perché quando vivi qui per un po', tornare a Milano ti fa venire la depressione".

Ciononostante, ieri sera non ho rinunciato ad un giro sul simbolo più evidente di questo celodurismo arabo (o wannabe, come lo volete chiamare), ovvero il Burj Khalifa. Beh, credo che davvero meriti quello che chiedono (prenotando il biglietto in anticipo, circa 20€, il quadruplo se ci si fa prendere dalla fregola di salire quando si è lì davanti e si agisce d'impulso), anche se la vista di sera ha la controindicazione di nascondere il mare (si vede solo in lontananza una luce, quella sempre accesa del The World, ma bisogna saperlo, che sia quello, altrimenti non si capisce che sia dalla parte del mare); sicuramente di giorno fa tutto un altro effetto. Oppure, considerando quanto velocemente venga buio lì, il meglio sarebbe salire poco prima dell'imbrunire ed attendere su il tramonto, perché anche la vista di sera, con tutte le luci accese e gli hotel da decine di piani ha il suo fascino.




Il Khalifa è una opera architettonica senza precedenti, ed al momento è ancora qualcosa talmente all'avanguardia che va vista, però devo ammettere che la sensazione di altezza, forse per come è strutturato, l'ho sentita maggiormente sulla CN Tower di Toronto, dove, quando si sale sulla piattaforma a meta' della struttura, è possibile vedere sotto da una parte in vetro del pavimento. A Dubai invece, la struttura larga alla base e stretta in alto, impedisce di realizzare una cosa del genere.

A seguire questa esperienza, l'acquario del Dubai Mall lì a fianco (da dove in effetti si sale sul Burj), entrambi (c'è da dirlo?) "world's largest", la fashion walk dentro il mall (altrimenti ribattezzata, da un commerciale ita che era con noi, "la rotonda del terrore", seguita dal "viale del tramonto"), costellata di negozi di Versace, Stella Mc Cartney, Jimmy Choo, Armani, Louis Vuitton e decine di altri che mi sono dimenticato, e, finalmente, cena. Al ristorante argentino, bisteccone di dimensioni importanti accompagnato da salsine varie (un paio di senapi di cui quella al pepe verde veramente notevole :) e la…. boh! non ricordo più, comunque una salsa tipica argentina fatta con quello che a me pareva essere prezzemolo).


(l'alba, dalla mia stanza d'albergo)


E finalmente, posso dirlo, stamattina il ritorno. Sono spossato da notti senza sonno (meglio: senza il tempo di dormire), perché tra coppa del mondo, cene ecc. ho fatto tutte le sere un'ora tra la una e le due, e stasera mi sa che crollerò miseramente, poi da domani si torna al lavoro "normale"!

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